E’ il 1990 quando gli Afterhours esordiscono con il mini-cd All the Good Children Go to Hell. Passeranno 5 anni e due album, riconosciuti internazionalmente (During Christine’s Sleep, 1990, il mini LP Cocaine Head, 1991 e Pop Kills Your Soul, 1993) prima di passare all’italiano. Prima con la cover di Mio Fratello è Figlio Unico di Rino Gaetano per l’album tributo legato ad Arezzo Wave e poi con una spettacolare versione de La Canzone Popolare per il tributo ad Ivano Fossati.
Il primo album interamente cantato in lingua italiana, Germi, esce nel 1995 e l’estratto Dentro Marilyn viene reinterpretato da Mina, col titolo Tre Volte Dentro Me. Nel corso del 1997 gli Afterhours firmano un contratto discografico con la Mescal e registrano l’album Hai Paura del Buio?, 19 canzoni nelle quali sviluppano completamente il teorema “After”: marchiare con la loro personalità ed il loro suono la ballata rock come l’urlo hard-core, la sperimentazione su 4 piste e l’HI-FI più evoluto. Inizia l’incessante percorso live che vede gli Afterhours esibirsi sui palchi di tutta Italia.
Nel 1999 esce Non è per sempre; ancora una volta gli impegni live rappresentano il lavoro di buona parte dell’anno. Il “Non è per sempre tour” (11 luglio 1999) approda anche a Bologna, dove allo stadio Dall’Ara gli Afterhours condividono lo stesso palco con i R.E.M.
Nel 2001 esce Siam tre piccoli porcellin, album live contenente l’inedito La Sinfonia dei topi.
Al percorso discografico degli Afterhours si abbina quello parallelo di Manuel Agnelli come produttore (Cristina Donà, Pitch, Scisma, Marco Parente, Massimo Volume, Verdena), di produttore artistico (Tora! Tora! Festival) e di scrittore (raccolta di racconti “Il meraviglioso tubetto”, Mondadori).
Nel 2002 viene pubblicato Quello che non c’è, piazzatosi clamorosamente e in pochi giorni alla quarta posizione della classifica ufficiale di vendita.
Nel 2004 arriva un contributo cinematografico: il CDS di Gioia e Rivoluzione, brano storico degli Area, riproposto oltre che in versione live durante i concerti e sul supporto cd, anche all’interno del film di Guido Chiesa “Lavorare con lentezza”, ove gli Afterhours interpretano la band guidata da Demetrio Stratos.
Nel 2005 esce Ballate per piccole iene, prodotto da Greg Dulli, già leader degli Afghan Whigs, album che entra nella classifica dei dischi più venduti in Italia direttamente alla 2° posizione. Nel 2006, la One Little Indian ne distribuisce la versione in inglese, Ballads For Little Hyenas, prima in Europa e successivamente in Canada e Stati Uniti. Il “Ballate per piccole iene Tour” porta gli Afterhours ad esibirsi sui palchi di Italia ed Europa e prosegue nel 2007 negli U.S.A. Seguiranno altri 4 tour negli States.
Sempre nel 2007 vengono pubblicati da Virgin due doppi DVD antologici che narrano la storia degli Afterhours. Entrambi i DVD scalano la vetta delle classifiche di vendita.
Nel 2008 esce su etichetta Universal I Milanesi Ammazzano il Sabato, che esordisce direttamente al terzo posto. Dopo il tour promozionale de “I Milanesi Ammazzano il Sabato”, gli Afterhours si imbarcano nuovamente per il Nord America, dove si esibiscono al North by North West Festival di Toronto e suonano alla prestigiosa Mercury Lounge di New York.
All’inizio del 2009 gli Afterhours lasciano la Universal per dar vita a un nuovo progetto prodotto per l’etichetta ACEUROPERECORDS da Casasonica Management, struttura che cura la realizzazione, il marketing e la promozione dell’album Il paese è reale: oltre al brano omonimo del gruppo (che sarà presente esclusivamente in questa raccolta), contiene altri 18 inediti di altrettanti artisti diversi scelti tra i più rappresentativi della nuova musica italiana – da nomi storici come Marco Parente e Cesare Basile a quelli più nuovi come Beatrice Antolini e Settlefish – distribuito in esclusiva dalla FNAC dal 25 febbraio 2009. Il brano Il paese è reale viene presentato dagli Afterhours al grande pubblico del 59° Festival di Sanremo e nei mesi successivi darà impulso a una serie di eventi live che vedranno la band affiancata di volta in volta da artisti presenti nell’album o da ospiti diversi che si riconoscono nel progetto e ne condividono l’obiettivo di dare occasione alle idee, anche quelle più sperimentali, di farsi vedere e ascoltare.
Formazione: Manuel Agnellli – voce, chitarre;
Giorgio Prette – batteria;
Giorgio Ciccarelli – chitarre;
Rodrigo D’Erasmo – violino;
Roberto Dell’Era – basso;










