U.S.A. 2008

10-11 novembre – New York City

Oggi ci svegliamo proprio mentre Marty parcheggia il tourbus nei pressi del Jarvis Centre, a Manhattan. Nell’attesa di spostarci alla venue per il load in, andiamo a fare colazione in un vicino Deli. New York è piena di questi posti, dei diners ebraici, dove si mangia bene, ma pesante.
Il tempo di un caffè, ed è il tempo di spostarci alla Mercury Lounge, dove avevamo già suonato lo scorso giugno. Scaricati i bagagli ed il backline, è arrivato il momento di separarci da Marty e dal nostro bus. A malincuore, l’autista è il migliore che abbiamo mai avuto, ed il bus pure. Ma magari è solo un arrivederci…
Alla Mercury arrivano anche Steve Wynn e sua moglie Linda, che si aggregheranno a noi stasera per suonare 3 brani.
Li proviamo durante il soundcheck e vengono così bene che i musicisti degli altri gruppi che suoneranno prima di noi, presenti, scoppiano in un fragoroso applauso.

Abbiamo un bel pò di tempo libero prima del concerto, così facciamo il check in in hotel, nel cuore di Chinatown, ed andiamo in giro all’esplorazione di Manhattan, che per molti di noi è la città preferita in assoluto.
Torniamo alla venue per poter assistere ai concerti dei gruppi supporto, che sono davvero interessanti. Prima la Ambitious Orchestra, un gruppo di 22 elementi (!!!) con sezione di fiati ed archi, davvero strepitoso. Siamo rimasti a bocca aperta. Poi i Voxys, giovane gruppo formatisi da qualche mese.
Poi è il nostro turno. L’inizio con White Widow è d’obbligo, la scaletta scorre tra inglese ed italiano.

In sala ci sono meno italiano dell’altra volta, molti più americani, e siamo emozionati dalla presenza di Gordon Gano dei Violent Femmes.
Arriva poi il momento di ospitare Steve Wynn e Linda Pittman. Partiamo con una versione di “Venus in Furs”, con Steve e Manuel che si alternano al microfono.
E’ poi la volta di “Boston” e di “Days of Wine and Roses”. Sia noi che il pubblico ci infuochiamo.


Il concerto, come al solito, si chude con “Bye Bye Bombay”, l’ultima volta in questo tour americano.
A fine concerto, siamo tutti andati a bere un bicchiere in un bar sulla Avenue B in Alphabet City.
Martedì, il giorno dopo il concerto, è stato un giorno semi-off per tutti, che ci siamo sparpagliati a Manhattan per visite, shopping ed altro.
Ci siamo visti a pranzo nel Village, prima di disperderci nuovamente in direzioni diverse.


Una delle mete è stata Central Park, che di sera assume un aspetto affascinante. Vedere una pista di pattinaggio sul ghiaccio immersa nel parco con lo sfondo dei grattacieli di Manhattan ci ha fatte pensare di essere in un film.


Ci siamo poi nuovamente diretti al nostro hotel prima di andare al concerto di Steve Wynn & The Miracle 3, passando ovviamente per una sempre più scintillante Time Square, che sembra non essere minimamente sfiorata dalla grave crisi economica che sta martellando l’economia americana.

Arriva poi il concerto di Steve. Con lui e Linda sul palco Jason e Dave, rispettivamanente chitarra e basso, e poi qualche pezzo di Afterhours. Prima Rodrigo, che con Steve ha suonato nel tour europeo dello scorso ottobre, poi si è aggiunto Enrico, ed alla fine sul palco anche Manuel e Roberto per il gran finale.

Abbiamo trascorso lì il resto della serata, tra una chiacchera ed un bicchiere, con l’immancabile juke-box che suonava, e l’immancabile foto ricordo, Steve compreso, nel photo booth che molti locali hanno all’interno.

E anche questo tour è finito. Un’altra esperienza da ricordare. Per il calore degli americani, la professionalità e la serietà del personale dei vari locali, per gli ottimi concerti, per il clima diverso che si respira al di fuori dai confini italiani, senza nulla togliere al nostro paese, per l’incredibile notte dell’Election Day…
Goodbye America, see you again soon.

8-9 novembre – Boston, MA

Oggi abbiamo il secondo day off dopo quello dell’Election Day di Philadelphia. Arriviamo nel primo pomeriggio a Boston. Il nostro fidato Marty parcheggia il tourbus di fronte al nostro hotel, dove trasbordiamo con armi e bagagli.

La mezza giornata libera ci dà il modo di fare un giro Downtown, dove non siamo mai riusciti ad andare nelle due precedenti occasioni, causa mancanza di tempo.
Scopriamo che anche Boston ha la sua Little Italy nel North End.

Tra i vari negozi, più o meno italiani, c’è un posto dove vendono sigari e grappa, e qualcuno lascia un pò di dollari.

Il pomeriggio è stato poi prolifico, e siamo restati in hotel fino a tarda serata colti da vena compositiva.
L’indomani, il giorno del concerto, ci siamo ritrasferiti sul tourbus.


Finito il load in, ci siamo concessi un bel pranzo di pesce nel North End, chiudendo con un caffè-ciofeca in un bar poco italo e molto americano.

Questa sera suoniamo al Paradise Rock Club, un altro “ritorno”, visto che ci avevamo suonato nel nostro primo tour americano. Il locale è un posto strano, largo e corto. Ma è “il” locale della scena rock.




Terminata l’attesa è arrivato il momento di salire sul palco. Dopo lo strepitoso concerto di ieri sera sembra quasi impossibile riuscire a bissare. Ma ci manca davvero poco. Il pubblico che riempie la sala saluta ogni pezzo con applausi ed urla ed il finale con Bye Bye Bombay lascia tutti entusiasti.





Anche questa sera Manuel tornerà nuovamente sul palco per accompagnare i Gutter Twins alle tastiere in alcuni pezzi. Stasera è una serata particolare, perchè è l’ultima data dei Gutter Twins dopo due anni di tour, è quindi il momento dei saluti e dei ringraziamenti. C’è un attimo di commozione quando Greg, nel presentare Manuel, ricorda che lui e gli Afterhours hanno suonato nella prima data in assoluto dei Gutter Twins.
A fine concerto è arrivato quindi il momento dei saluti. Grandi abbracci ed arrivederci con Greg, Mark, Cully, Dave, Jeff e la crew.


Mentre i Gutter Twins tornano a casa, noi proseguiamo per New York. Domani abbiamo l’ultima data alla Mercury Lounge di New York, e con noi ci saranno Steve Wynn dei Dream Syndacate e Linda Pittman, sua batterista e moglie. Li abbiamo conosciuti al concerto del Warsaw e siamo contenti ed onorati dei complimenti e di poter dividere il palco con loro.

7 novembre – Washington, DC

E’ la terza volta in due anni che torniamo a Washington, la capitale degli Stati Uniti d’America. Una delle città dove abbiamo trovato il pubblico più caldo in assoluto.
Questa sera suoniamo al Black Cat, uno dei locali storici della città.
Prima del suondcheck, però, abbiamo tutti il tempo di fare un bel giro, e tornare alla Casa Bianca, dove Bush starà iniziando a mettere le sue cose nelle scatole, è d’obbligo.
C’è chi ritorna con i regali più incredibili per tutti noi e con addirittura un cartonato di Barack Obama in dimensioni originali, abbiamo da oggi quindi un illustre passeggero in più a viaggiare con noi nel tourbus :)

E’ sempre “White Widow” il brano che apre i concerti americani, che fa scaldare subito il pubblico, che tiene il tempo con le mani.

La sala del Black Cat è già piena da quando hanno aperto le porte. Il pubblico saluta con caldi applausi ogni brano ed è inutile dire che la cosa fa piacere.

“Milano Circonvallazione Esterna” è un altro dei brani che riscuote maggiore interesse. Gli americani sono incuriositi dalla nostra lingua, non c’è nessuno che canta in italiano da loro.


Accanto al palco, a seguire il nostro concerto, passano a trovarci tutti i Gutter Twins, con cui anche stasera abbiamo il piacere di condividere il palco. E anche stasera Manuel salirà sul palco con loro per suonare le tastiere in parte della scaletta.




“Come Vorrei” è ormai il cavallo di battaglia. Enrico e Rodrigo prendono il centro del palco, con Manuel alle tastiere e gli altri tra il pubblico. E’ l’apoteosi che si conclude con una strepitosa versione di “Bye Bye Bombay”, con il pubblico che saluta entusiasta.

A fine concerto, ci intratteniamo tutti presso la sala piccola del Black Cat (ne ha ben due), con Roberto e Giorgio alla selezione al juke-box.
Domani abbiamo un day off, Boston ed una giornata di relax ci aspettano.

Brooklyn, NY – 6 Novembre 2008

Oggi ci siamo svegliati mentre dal New Jersey passavamo per Staten Island per arrivare a Brooklyn. Da lontano, la Statua della Libertà e lo skyline di Manhattan.

Questa sera per la prima volta siamo a Brooklyn. Il locale, il Warsaw,  è nel cuore del quartiere polacco ed è surreale perchè tutti, anche nel locale, parlano polacco. Tranne i tecnici, grazie al cielo!
Il nostro tourbus è parcheggiato di fianco, dove c’è una stupenda lavanderia a gettoni che ci ha salvato la vita. Vicina è anche Bedford Street, una delle vie più carine di Brooklyn, coi suoi caffè, ristoranti e negozietti.

Mangiato un boccone, è ora del soundcheck. Il palco con la sua cornice sembra un quadretto, ricorda molto quello del Metro di Chicago.
Oggi condividiamo il camerino con i Gutter Twins e c’è un’aria rilassata, quasi di festa. Quando saliamo sul palco la sala è già piena.


I brani nuovi si alternano a quelli vecchi, l’inglese all’italiano, che viene sempre ben accolto dal pubblico locale. Il pezzo che ha sempre più successo è Come Vorrei, con Enrico, i Giorgi e Roberto ha suonare tra il pubblico.



I concerti sono in crescendo, quello di questa sera è senz’altro il migliore di tutti.
Neanche il tempo di cambiarsi, che Manuel questa sera sale nuovamente sul palco con i Gutter Twins, suonando le tastiere in cinque pezzi.




A fine concerto, ci siamo tutti spostati in un vicino bar, a bere l’ultimo bicchiere con i musicisti dei Gutter Twins e con gli amici di New York. Poi, partenza per Washington DC.

5 Novembre – Philadelphia, PA

Stamattina ci siamo svegliati con ancora in bocca il sapore della bellissima serata di ieri, che ha visto l’elezione di Barack Obama come nuovo presidente degli Stati Uniti d’America..

La mattinata ci ha visti divisi verso varie mete: c’è chi è andato a fare shopping, chi è rimasto ad oziare in hotel e chi è andato a vedere la scalinata del Philadelphia Museum of Art, decisamente più nota come la scalinata di “Rocky”.

Il load in è stato il momento in cui abbiamo riabbracciato i Gutter Twins, con cui divideremo il palco per i prossimi quattro concerti. Siamo tutti contenti di rivederci e poter suonare insieme.
Siamo tutti emozionati di suonare nuovamente al T.L.A., uno dei teatri migliori di Philly, dove proprio due anni fa avevamo suonato con i Twilight Singers in occasione del nostro primo tour americano.
Ma, nonostante l’emozione, il concerto è stato il migliore fin’ora, possiamo dire di aver fatto nuovamente una bella figura davanti al pubblico locale.
Dopo di noi, Greg, Mark, Scott, Jeff, Dave e Cully hanno dato vita ad un nuovo concerto dei Gutter Twins, alla fine del quale siamo andati a festeggiare il compleanno di Jeff in un vicino bar, prima di partire alla volta di Brooklyn.





4 Novembre – Philadelphia, PA

Quello di stanotte è stato un viaggio lungo, ma per fortuna la comodità del bus non lo ha fatto pesare più di tanto. Durante il viaggio abbiamo seguito l’Election Day degli U.S.A.. Quella di oggi è una giornata che resterà nella storia… Noi tutti siamo eccitati nell’attesa di scoprire cosa sceglieranno gli americani. Se il vento di cambiamento travolgerà tutto o se per altri 4 anni l’America ed il mondo intero si leccheranno le ferite per le scelte sbagliate.
Una volta arrivati e sistemati in hotel, siamo subito partiti per una passeggiata nel centro di Philadelphia, dove ancora alle 6 del pomeriggio c’erano i volontari pro-Obama ai semafori ad incitare la gente ad esprimere la propria preferenza. Anche qui a Philadelphia il supporto ad Obama viene espresso in tutte le forme.

Siamo passati davanti al Theatre of Living Arts, dove domani ci esibiremo insieme ai Gutter Twins. Vedere il nostro nome sul cartellone retrò con le lucine è stata una bella sensazione.

Ci siamo poi spostati per la cena al mitico Ava Restaurant, ormai un must quando siamo a Philadelphia, dove abbiamo cenato con il nostro publicist, Howard Wuelfing e sua moglie Amy, ospiti dello chef Michael che ancora una volta ci ha accolti a braccia aperte. Inutile dire che è stato il migliore pasto da quando siamo arrivati negli U.S.A., e probabilmente lo resterà.
Appena usciti dal ristorante, la grande notizia: Barack Obama è il nuovo presidente degli Stati Uniti d’America!! Abbiamo subito celebrato con Howard, Amy e Michael, decidendo poi di andare a vedere le reazioni dei locali e di celebrare con loro. Tra auto strombazzanti e gente in festa ci siamo imbattuti in un gruppo di ragazzi che ci ha invitati a celebrare in un baretto proprio di fronte al Theatre of Living Arts. Lì abbiamo brindato ascoltando il primo discorso di Obama da presidente. Incredibile come tutti noi fossimo emozionati di essere lì, testimoni di questo importantissimo momento storico. Noi tutti abbiamo avvertito una emozione non indifferente.
Prima di rientrare in hotel, ci siamo buttati nel cuore delle celebrazioni, nel centro di Philadelphia. L’atmosfera era incredibile, giubilo nelle forme più disparate…

Per avere un’idea dell’atmosfera per le strade di Philly, un pò di video qui.

3 Novembre – Cincinnati, OH

Questa mattina ci siamo svegliati prima di arrivare a Cincinnati, e dopo una lauta colazione abbiamo provato i pezzi di Steve Wynn che probabilmente suoneremo con lui nel nostro concerto alla Mercury Lounge. Arrivati in città, il nostro fido Marty ci ha dato una brutta notizia: il generatore del nostro bus sta per tirare le cuoia, e dovremo trasbordare su un nuovo bus per evitare di rimanere a terra. Accogliamo la notizia con rammarico: ci eravamo davvero affezionati al nostro tourbus! In attesa di spostarci alla venue ci siamo dedicati allo shopping in un vicino centro commerciale, tra cibo ed altro. Giorgio ha superato tutti: Enrico ha gradito alla grande.
E’ arrivato il momento del load in. Ci siamo spostati quindi alla venue, la Northside Tavern. Un locale carino, con doppia sala, completamente rinnovata. Ad attenderci c’era Brian, il batterista degli Emeralds che apriranno per noi stasera, e che fungeva da “padrone di casa”.
Qui abbiamo incontrato Duane, un ex fonico che ha lavorato con artisti come i Queen dell’epoca di Odd Spaxe, i Jethro Tull, Soundgarden, e Jeff Buckley. Ha ascoltato la musica degli After sul MySpace ed ha deciso di venirci a vedere. Una bella soddifazione, visto che di musica ne ha ascoltata davvero tanta… e che musica. I suoi aneddoti ci hanno intrattenuto a lungo. Dopo il soundcheck è arrivato il nostro nuovo bus… che è ancora più bello di quello di prima! Abbiamo trasbordato tutti i nostri averi, poi in massa abbiamo fatto tappa ad un vicino negozio di dischi dove abbiamo comprato l’impossibile… cd, t-shirts, riviste, cartoline… Quello di stasera è stato un bel concerto, forse il migliore da quando siamo qui. Il locale suonava benissimo ed il pubblico ha apprezzato. Tra il pubblico anche John Curley, ex bassista degli Afghan Whigs che ha curato il sound design della sala. I suoi complimenti non potevano che farci piacere.

2 Novembre – Iowa City, IA

Questa mattina ci siamo svegliati mentre Marty, il nostro autista, parcheggiava di fronte alla venue dove suoneremo stasera, The Mill.

Ci siamo subito sparsi all’esplorazione di Iowa City, una piccola città universitaria ordinata, anche troppo. Una di quelle dove prima o poi arriva uno studente impazzito che fa una strage nel campus… Strade perpendocolari, ordinate, molti negozi universitari, un organic grocery strore, un negozio di dischi e poco altro.

Abbiamo pranzato al The Mill e conoscouto Sam, il responsabile del locale, di una gentilezza ed ospitalità incredibili. Enrico ha dei problemi al clarinetto basso ed è venuto a controllarlo un suonatore di sax, una leggenda ad Iowa City. Purtroppo il danno sembra non riparabile facilmente.

Dopo il soundcheck abbiamo nuovamente mangiato al Mill, che offre una buona cucina (tipica americana), con Giorgio e Roberto alle selezioni al juke-box e poi, dopo due gruppi spalla, è stato il nostro turno.

Stasera una scaletta un pò più lunga rispetto a Minneapolis. Anche stasera il pubblico, nuovo alla musica degli After, è stato conquistato.

1° Novembre – Saint Paul, MN

Oggi il jetlag si è fatto sentire e tutti (o quasi) ci siamo svegliati molto presto, sparpagliandoci tra Saint Paul e la Twin City Minneapolis tra negozi di strumenti, dischi ed altro.
Darren ci ha portati a pranzo a Elliott Park, al Band Box Diner, il classico diner americano.

Nel frattempo è arrivato Enrico dall’Italia, ma la compagnia aerea ha lasciato il suo clarinetto basso ad Amsterdam, quindi è scattata l’operazione di salvataggio. Abbiamo affittato uno strumento a Minneapolis ma per fortuna il clarinetto basso è stato consegnato (quasi) sano e salvo poco prima dell’inizio del concerto.
Oggi è arrivato anche il tourbus che sarà la nostra casa per il resto del tour, davvero molto bello ed accogliente. Marty, l’autista, sembra davvero molto disponibile, e questo ha aumentato il nostro buonumore.

Il Turf Club è un bel locale, con bancone del bar enorme e le lucine di Natale. Visto che siamo ancora in periodo di Halloween (gli addobbi dei i giardini delle case di St. Paul e Minneapolis sono bellissimi), c’è chi decide di sfoggiare un trucco per l’occasione.

Roberto ha anche comprato un boa fucsia, che non ha però avut il coraggio di indossare sul palco.
Dopo cena, divisi tra un ristorante etiope e un altro asiatico-americano dove abbiamo mangiato con Darren, davvero indispensabile in questi giorni, e Rick, ex chitarrista degli Afghan Whigs ed ora nei Moon Man, il gruppo con il quale, due anni fa, abbiamo condiviso il palco nel nostro primo concerto americano, proprio qui nella vicina Minneapolis.

Pronti per salire, la stanchezza si è trasformata in “quella cosa” che ti dà la carica. La scaletta ha alternato pezzi in inglese e pezzi in italiano, con le prime versioni in inglese de “I Milanesi”

Il pubblico si è scaldato presto, a fine concerto erano tutti conquistati… e sicuramente torneremo da queste parti in occasione del prossimo tour.

Dopo il concerto, l’ultimo drink e due chiacchiere nel camerino, i saluti agli amici, e tutti in tourbus. Le ultime chiacchiere prima di testare le comodissime cuccette del bus, poi tutti a nanna.
Domattina ci sveglieremo ad Iowa City.

U.S.A. 2008

Siamo appena arrivati negli Stati Uniti.
Milano/Amsterdam/Saint Paul, dove domani sera ci sarà la nostra prima data del tour americano.
Ci siamo tutti tranne Enrico, che ci raggiungerà domani, ed Augusto al posto di Tommi.Il tempo di sistemarci in hotel ed è già ora di andare a cena con Darren, il manager dei Violent Femmes che ci fa da “padrone di casa”. Nonostante sia la notte di Halloween, le strade sono deserte. Scopriamo ben presto che sono tutti a festeggiare nei locali. Nel nostro ristorante cameriere nelle vesti di angelo (nero), un Michael Jackson, un paio di supereroi. Anche Roberto e Rodrigo cercano di entrare nell’atmosfera…

Ci spostiamo poi nel bar di fianco, dove c’è una festa gaia che mostra ogni tipo di travestimenti: dal classico “Village People” al calciatore, ad uno stupendo alieno alto 2 metri alla lampada, alla casa (con tanto di finestre ed aiuole).
Buon inizio come prima serata, ma poi il fuso orario ha prevalso.