Category: China 2010

Risveglio piuttosto faticoso dopo la seconda data e la seconda nottata..diciamo che ci siamo avvantaggiati con il jetlag per il ritorno a casa.
Abbiamo ancora una mezza giornata da turisti a Shanghai, e tutti o quasi la dedicheranno ai regali (anche le rockstar possono avere degli affetti, o no?!?) e alle ultime visite a qualche luogo d’interesse.
Scendo a pranzo al secondo piano del nostro bel Equatorial Hotel, ordino e alla spicciolata, in mezz’ora, Ciccarelli (salta il pranzo, è già in giro da un po’ ), Dell’Era (incredibile secondo arrivato!!), il gruppo degli inseguitori composto da Iriondo, Accettulli, Stucchi e Mariani mi raggiungono. E’ loro il primo racconto della giornata, carichi di buste della spazzatura: in realtà contengono centinaia di euro di fake obiects…
Sono stati al mitico Fake Market. Non il primo di cui parlavo, a quanto pare quello era uno dei tanti. Questo è un vero e proprio palazzo con piani e piani di negozi di falsi: Rolex, Hermes, Gucci, Prada fino alla Nike, Adidas e via dicendo.
Sono stati addirittura rapiti da una tipa che li ha condotti nei sotterranei, con tanto di passaggio dalla botola. Lì ovviamente si celava la parte di oggettistica più preziosa e probabilmente di robba vera e sgraffignata chissà dove!!
Chissà quante di queste cose spacciano per vere i grandi marchi ai babbioni euopei..
Gruppo ricompattato, decidiamo di muoverci insieme alla volta del Yu Garden, gli antichi giardini mandarini situati al centro della città vecchia e, ovviamente, nel cuore di un’altra zona dove poter anche dar sfogo allo shopping più sfrenato.
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Alcuni di noi sono alla seconda visita al Garden, d’altronde è sconfinato…ma per me è il primo impatto ed è entusiasmante. Sia la zona circostante, più o meno tutta ricostruita a regola d’arte, finta come i 15€ e kitsch all’inverosimile, che gli interni del giardino, con tutto il fascino di secoli di storia nei templi e la bellezza della natura tutt’intorno.
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Il tempo è sempre lo stesso, un cielo tetro, pesante e carico di pioggia sulle nostre teste rende il tutto ancora più alienante.
Passiamo una buona ora e mezza nel giardino e poi rompete le righe e ognuno a cercare di finire gli ultimi yuan in vestiti e gadget.
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Credo di essere il primo a rientrare in albergo, stanco ma soprattutto in evidente difficoltà alla seconda ora in mezzo a quella bolgia. Non credo che i cinesi conoscano disturbi come l’agorafobia, la claustrofobia e/o gli attacchi di panico..! Buon per loro.
Tempo di sistemare le valigie e ci incontriamo nella lobby per la cena. Sono lì che mi aggiro al buffet quando mi sento chiamare e poi mi si para davanti un tipo alto e biondo dal viso familiare ma non del tutto…
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E’ stato l’ultimo pensiero prima dello choc e delle risate:
è Prette con un’improbabile parrucca bionda con colpi di sole degna di Stenmark!
Durante la cena è partito il servizio fotografico con la parrucca e ne sono uscite delle chicche niente mario..
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Ultime minchiate in Estremo Oriente.
Saluti alla delegazione, ringraziamenti di rito e partenza con il nostro ormai caro van e maestro di guida cinese verso l’aeroporto.

Il resto lo sto facendo mentre scrivo ma l’avventura è finita qui.
Alla prossima.
Nyihao (o come diavolo si scriverà mai..).

Rodrigo

6 thoughts on “The last day: l’ultimo giorno ed il rientro

  1. Nyihao era la sveglia che ci facevano dalla finestra a Bangalore in India alle 7 di mattina
    Ogni mondo è paese ^-^
    Ciao Mitico Rodrigo
    STEBAU+

  2. uahauaha..Nyihao (o come diavolo si scriverà mai..).uahauahaa xD
    Troppo divertentiiiiiiii =)你好!
    Buone festeeeeeeee!;D
    Anas*

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